Quotazione in borsa in frantumi – Blocktrade affonda tra cause legali e i residui di Cryptix?
Dopo l’acquisizione da parte di FSR e il crollo del sistema myWorld, anche i precedenti proprietari sono ora al centro di indagini legali.
Ondata di cause contro Blocktrade – Gli investitori chiedono indietro i loro soldi, la quotazione in borsa è ancora lontana
Tra richieste di rimborso, controversie legali e promesse non mantenute
Quello che un tempo era considerato un caso esemplare nel settore delle criptovalute in Europa, si sta trasformando sempre più in una crisi legale: Blocktrade S.A. sta affrontando un’ondata di azioni legali per il rimborso e il risarcimento dei danni, mentre la quotazione in borsa, più volte annunciata, è ormai di fatto fuori discussione.
Secondo il parere unanime degli esperti del mercato dei capitali, una quotazione è attualmente da escludere: non solo mancano prospetti approvati e bilanci certificati, ma anche la base normativa su cui una tale procedura potrebbe essere approvata. Inoltre, su nostra richiesta, tutte le borse valori interessate ci hanno comunicato di non aver ricevuto alcuna richiesta o domanda relativa a una prevista quotazione in borsa.
Finché saranno pendenti rivendicazioni nei confronti dell’azienda, una quotazione in borsa sarebbe giuridicamente e reputazionalmente insostenibile. Nessun organo di vigilanza in Lussemburgo, Singapore o altrove concederebbe un’autorizzazione fintanto che sussistono rapporti di proprietà poco chiari e rischi di responsabilità pendenti.
Gli investitori chiedono indietro i loro soldi
Negli ultimi mesi, diversi investitori hanno avviato azioni legali per richiedere il rimborso dei loro depositi o delle somme sottoscritte negli anni dal 2018 al 2024.
A sostegno della loro richiesta, sostengono che le condizioni economiche e organizzative dell’azienda siano cambiate radicalmente, ad esempio a causa dei ripetuti cambi di proprietà, della mancata realizzazione delle funzioni annunciate o del trasferimento del controllo a Singapore.
Nelle cause legali si sta valutando, tra l’altro, se gli investitori abbiano investito sulla base di informazioni incomplete o fuorvianti, ad esempio in relazione alla presunta imminente quotazione in borsa o al “forte sostegno” da parte del gruppo FSR. Se queste accuse fossero confermate, ne deriverebbero diritti di rescissione o di risarcimento danni, in particolare se gli investitori, essendo pienamente a conoscenza delle circostanze effettive, avessero rinunciato all’acquisto.
Alla luce dei cambiamenti di proprietà documentati, della mancanza di bilanci certificati e delle continue lacune informative, gli avvocati specializzati vedono notevoli rischi di responsabilità per i responsabili e gli azionisti.
Legami con Lyconet e myWorld
Con il fallimento di Lyconet e myWorld International AG nell’agosto 2025, è emerso per la prima volta in che misura gli ex marketer fossero stati trasferiti a Blocktrade nell’ambito di programmi interni o azioni di scambio.
Numerose persone interessate riferiscono di aver aperto conti o effettuato versamenti confidando nel mantenimento di un legame aziendale tra myWorld, Lyconet e Blocktrade, spesso supponendo che si trattasse di un ulteriore sviluppo avviato o garantito da myWorld.
L’effettiva portata di questo trasferimento è diventata chiara solo dopo il fallimento, quando i sistemi Lyconet sono stati disattivati e le prove interne sono diventate inaccessibili.
Solo il crollo delle strutture originali ha reso evidente quanto la logica di distribuzione di Lyconet e Blocktrade potesse essere strettamente interconnessa nella pratica e quanto fosse effettivamente scarsa la trasparenza in materia di proprietà, responsabilità e rischi.
Secondo quanto riferito da diversi avvocati degli investitori, alcuni studi legali stanno attualmente valutando se tale trasferimento possa essere considerato ingannevole o illegale in assenza di un consenso esplicito o di un’informativa sui rischi.
Blocktrade sta quindi diventando sempre più al centro dell’attenzione nell’ambito di un sistema in cui la lealtà interna e gli interessi economici potrebbero essere stati deliberatamente intrecciati.
Eredità dell’era Cryptix: non è esclusa la responsabilità per i precedenti versamenti
Tra il 2020 e il 2023, Blocktrade S.A. era sotto il controllo del gruppo Cryptix, che ha posizionato l’azienda come parte del suo “Digital Asset Ecosystem”.
In questo periodo sono stati raccolti depositi e partecipazioni in tutta Europa, tra l’altro tramite piattaforme come Conda e il sito web interno blocktrade.com.
Secondo le attuali valutazioni di diversi esperti legali, si sta verificando se l’allora struttura proprietaria del gruppo Cryptix possa costituire una corresponsabilità per questi depositi.
La base giuridica è costituita in particolare dalle disposizioni del regolamento UE sui prospetti (UE) 2017/1129 e dalle leggi nazionali sui mercati dei capitali, secondo cui gli emittenti e i responsabili dei prospetti sono responsabili per informazioni inesatte o incomplete. Se dovesse emergere che gli investitori hanno investito in quel periodo basandosi su informazioni incomplete o fuorvianti, ad esempio sulla situazione di rischio, sulla struttura proprietaria o sulla natura delle partecipazioni offerte, potrebbero essere avanzate richieste di rimborso anche nei confronti degli ex proprietari o responsabili.
Dal punto di vista giuridico, si valuterà in particolare se la documentazione di marketing e le informazioni di sottoscrizione dell’epoca riflettessero correttamente l’effettiva situazione economica e l’integrazione giuridica di Blocktrade.
Finora non è stata emessa alcuna sentenza in merito, ma secondo le ricerche condotte, diversi studi legali stanno preparando procedure di verifica e di raccolta.
Conclusione
Blocktrade si trova a un bivio:
tra cause pendenti, questioni di responsabilità aperte e una quotazione in borsa irrealistica, l’azienda rischia di perdere quel poco di credibilità che le è rimasta.
Quella che un tempo era un’azienda fintech regolamentata con ambizioni europee, oggi è l’esempio di un settore in cui le promesse superano la sostanza.
Solo quando saranno state decise le cause pendenti si potrà vedere se i responsabili in Lussemburgo, Singapore o nella precedente struttura proprietaria del gruppo Cryptix saranno in grado di limitare i danni legali e reputazionali.
Per molti investitori, però, potrebbe essere troppo tardi.
Nota:
Questo articolo è un’analisi giornalistica. Si basa su fonti accessibili al pubblico, tra cui
- CSSF Lussemburgo: “First Supplement to the Growth Prospectus”, 11 novembre 2024
- Registri pubblici Lussemburgo, Estonia, Svizzera e Singapore (aggiornati a ottobre 2025)
- Documenti relativi al fallimento di Lyconet/myWorld (agosto 2025)
- Procedimenti di recupero e informazioni per gli investitori (settembre-novembre 2025)
- Regolamento UE sui prospetti (UE) 2017/1129 e leggi nazionali sui mercati dei capitali






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