Il Consiglio di Stato italiano ha dovuto accogliere il ricorso di Lyconet – non per l’innocenza, ma per il mancato rispetto dei termini? Il fallimento della giustizia per eccellenza! Tuttavia ci sono nuove indagini in corso.

I recenti sviluppi nel caso myWorld/Italia s.r.l scatenano sdegno e indignazione tra le vittime mentre internamente si festeggia.   

Come si può credere seriamente a questo comunicato stampa?

Lyconet Italia ha informato i suoi marketer pubblicamente

riguardo all’assoluzione totale nel procedimento giudiziario

italiano. Ovviamente non poteva essere altro che un’azienda

di Hubert Freidl a dare questa interpretazione personale di

“assoluzione”.

Il sistema è e rimane uno schema

Ponzi e le autorità lo considerano esattamente così.

I

Come precedentemente riportato da BEKM, nel 2018 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) italiana aveva rivolto le sue attenzioni a Lyconet/myWorld, annunciando un’indagine per pratiche commerciali sleali, pubblicità ingannevole, violazione dei diritti dei consumatori e gestione di uno schema piramidale. Infine, in una delibera di 51 pagine del dicembre 2020, l’Autorità dichiarò il sistema pubblicizzato e gestito dalle due società come sleale e, conseguentemente, inflisse una sanzione di 3,2 milioni di € e richiese la cessazione delle pratiche commerciali. 

Secondo l’autorità competente, le scadenze non rispettate durante il procedimento preliminare sono state effettivamente sollevate nel ricorso, e tale obiezione è stata accolta. Dalla sentenza del 23 giugno 2023 si evince che le autorità inquirenti hanno spesso disatteso le scadenze di 90 e 180 giorni. Tuttavia, non si può certo parlare di un’assoluzione per Lyconet Italia, benché venga venduta per tale ai marketer. 

Questa mossa ricorda molto l’approccio del 2016, quando Hubert Freidl tenne una conferenza stampa a Vienna per annunciare che Lyoness non era uno schema piramidale e le indagini vennero interrotte. Una vera menzogna, allora come oggi. Sette anni dopo, 23 sentenze della Corte Suprema austriaca e quasi 600 sentenze individuali in tutta l’Austria dimostrano il contrario. Sono in corso procedimenti anche in Polonia, Turchia, Norvegia e Spagna.   

Gli studi legali incaricati separatamente agiscono con trucchetti e pura insolenza. Negli ultimi anni, l’avvocato di Lyoness/Lyconet/myWorld e amico personale di Hubert Freidl, il Dr. Hubert Reif dello studio Dr. Reif & Partner di Graz/Vienna ha reclutato numerosi studi legali a livello internazionale che lavorano per Freidl e che non sembrano prendere molto sul serio l’etica professionale.

Una cosa è certa, il business di Hubert Freidl può funzionare solo fintanto che vengano reclutati nuovi membri paganti e che si abbia fiducia cieca nei confronti dei top leader. All’epoca, anche l’autorità italiana aveva stabilito che il sistema di cashback generava solo il 16% del fatturato e il restante 84% derivava dalla vendita di prodotti Lyconet come pacchetti paese e cloud.  

Nonostante le affermazioni di Lyconet Italia, la notizia della presunta assoluzione è stata accolta con scetticismo. Il fatto che siano state prese in discussione solo le scadenze disattese e non i ben più gravi capi d’accusa, genera numerosi interrogativi. Le perdite e i danni economici persistono, mentre Lyconet/myWorld cerca di regolare in anticipo le possibili conseguenze con un contratto confuso.  

Vi sono membri là fuori che effettivamente ricevono il “reddito passivo” previsto da pacchetti paese, cloud o quote immobiliari? E chi fa affidamento sulle quote myWorld è comunque perduto. Coloro che non lo hanno ancora compreso con la “più ridicola IPO della storia” dell’8 luglio 2023 e la “bizzarra spinta al titolo” subito dopo, difficilmente lo capiranno.

In Italia, le indagini delle autorità continuano e questo è un bene!

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